Originariamente le parole erano magie e, ancor oggi, la parola ha conservato molto del suo antico potere magico. Con le parole un uomo può rendere felice l'altro o spingerlo alla disperazione... Suscitano effetti e sono il mezzo comune con il quale gli uomini si influenzano tra loro. Sigmund Freud

Amori in chat

La ricerca di un partner attraverso internet è diventata un fenomeno molto diffuso in una fascia di età ampia che va dai 18 ai 55 anni. Sono sempre più numerosi i siti che consentono incontri online, attraverso lo scambio di messaggi come e-mail o, in modo più interattivo, grazie alle chat.

Le motivazioni che portano a ricercare il partner su internet riguardano sempre di più la difficoltà di creare relazioni significative nella vita quotidiana. I ritmi sono sempre più veloci, gli spazi dedicati alle varie attività sono ben definiti, scarseggiano i luoghi in cui le persone si possono incontrare in tranquillità e passare del tempo insieme.

Il computer è un mezzo ormai alla portata di tutti e molto usato in ogni ambito, è quindi facile rivolgersi ad esso come strumento anche per i momenti di svago.

È importante però sottolineare come sia differente instaurare delle relazioni mediate da uno strumento che altera, modifica, ridefinisce le caratteristiche del modo di comunicare. Fino a poco tempo fa ci si interrogava sui motivi che spingono a rivolgersi al virtuale piuttosto che al reale. Ora ci si trova di fronte a un fenomeno consolidato e occorre analizzare come cambia il modo di relazionarsi online per comprenderne meglio le implicazioni.

I primi studi relativi al fenomeno Internet risalgono agli ultimi anni novanta ed sono centrati sulle differenze esistenti tra la comunicazione vis a vis e quella virtuale. Emerge con evidenza il fatto che, tramite chat, forum o e-mail, mancano alcuni elementi fondamentali relativi alla comunicazione non verbale. Ci si affida ad un testo scritto, nell’immediato o in differita, contornato da sostituti parziali degli indici mancanti quali emoticon, punteggiatura, precisazioni.

Tramite il computer si ha la sensazione di poter parlare direttamente alla mente dell’interlocutore, in una sorta di dimensione telepatica. L’identità di ognuno è protetta da nickname e la si può intuire dalle informazioni che si decide di fornire rispetto a se stessi. Informazioni che possono non essere reali e che vanno dall’aspetto fisico alla professione.

In sostanza non si può mai avere la certezza di chi si celi dietro al nickname, ma la maggior parte delle volte in cui si struttura uno scambio consistente, si ha l’impressione di conoscere l’altro.

In realtà, l’altro che crediamo di conoscere, è un’immagine che ci siamo costruiti a partire da informazioni assolutamente parziali. Ci si può anche innamorare di tale immagine, creata riempiendo quei vuoti di informazione rispetto all'identità dell'altro con parti di sé proiettate. È come quando leggendo un libro ci si immagina i protagonisti, i luoghi e le situazioni descritte. Da una descrizione possono emergere infinite immagini diverse perché ognuno le dipinge con la propria fantasia, secondo i propri gusti, preferenze e desideri.

Lo stare di fronte al computer pone in un assetto narcisistico. Si interagisce con una macchina, il cui monitor riflette l’immagine dell’utilizzatore. È complesso figurarsi altre persone, se non conosciute, dall’altra parte nella condizione di riceventi. La comunicazione diviene autoreferenziale, l’interpretazione dei messaggi va a colmare i nostri bisogni piuttosto che dare indicazioni realistiche sull’altro. Ci può essere una sorta di depersonalizzazione dell’altro e si cade più facilmente in una regressione a livello di modalità che non rispettano più gli standard socialmente accettati.

Vediamo più in dettaglio alcuni aspetti della comunicazione online che possono rivelarsi potenzialmente pericolosi.

Ho parlato prima di identità nascosta. Questo avviene non solo perche non ci si presenta con il proprio nome. Bisogna considerare come lo scambio avvenga in una situazione di “vuoto sociale”, vale a dire una situazione in cui non abbiamo alcuna coordinata che ci dia informazioni o indizi rispetto a sesso, professione, etnia, età, provenienza geografica, status ecc. Senza questi elementi, che normalmente valutiamo in modo quasi inconsapevole nello scegliere con chi relazionarci, l’identità delle persone tende a sfumare fino a scomparire.

Il fatto di potersi presentare come si desidera, mettendo in gioco solo alcune parti di sé o reinventandosi completamente, unito alla garanzia dell’anonimato e alla comunicazione mediata, dà l’impressione di poter esercitare un controllo maggiore sulla relazione. Inoltre si può scegliere quando connettersi e con chi parlare, valutando anche il profilo che l’altro decide di mostrare per farsi conoscere, controllando così anche lo scambio comunicativo.

Questa sorta di “vuoto sociale” contribuisce ad abbassare il livello di autocontrollo delle emozioni, che vengono espresse senza troppe inibizioni. E’ frequente il fenomeno definito flaming che sta ad indicare attacchi aggressivi ingiustificati, spesso corredati di linguaggio volgare. Anche la molestia sessuale è abbastanza frequente, intesa come messaggi spinti, proposte, insulti. Per chi non è preparato a tali abusi nella relazione, questi fenomeni risultano inaspettati, incomprensibili e vengono subiti passivamente all’inizio, senza quasi rendersi conto di ciò che accade.

Le caratteristiche della relazione online relative alla costruzione di un Io virtuale, al maggior controllo che si esercita sull’altro e la riduzione dell’inibizione degli impulsi facilitano chi nella vita reale ha maggiori difficoltà a livello relazionale. Ci si permette di osare, di aprirsi, di essere più attivi nella relazione perché ci si sente protetti e si è certi che, qualora le cose non andassero come si desidera, basterebbe un click per cancellare tutto.

La comunicazione via chat, allora, potrebbe rappresentare una risorsa in questo senso. In realtà si è visto che riuscire ad instaurare rapporti di scambio su Internet non cambia la qualità della vita relazionale nel reale. Le gratificazioni possibili rimangono legate al mondo virtuale e questo rischia di inibire ancora di più negli scambi reali, che risultano faticosi e frustranti, generando maggior chiusura.

Per quanto riguarda le relazioni online, l'anonimato insieme all'atto di scrivere le rende più intense. Quei processi che possono richiedere tempi lunghi nelle relazioni offline per creare dei legami, online si accendono nel giro di pochi giorni. Ci si ritrova a poter appagare alcuni dei nostri bisogni in modo rapido: online c’è sempre qualcuno pronto a rispondere. La lontananza fisica contribuisce ad accorciare le distanze relazionali e ad entrare subito in intimità.

Sono però, in alcuni casi esperienze “monosensoriali”, legate alla vista e in cui il resto della sensorialità viene solo immaginato. Spesso la comunicazione passa alla voce, ci si scambiano foto e, in molti casi ci si incontra.

Questa progressione nel rapporto è tanto più complessa quanto più sono durate le varie fasi di avvicinamento. Se ci si incontra in una chat e si decide di conoscersi nel giro di poco tempo, le aspettative e le fantasie reciproche non avranno fatto molta strada. È diverso se si tratta di lunghi rapporti virtuali che poi passano all’offline.

La realtà fisica, sensoriale e l’identità reale dell’altra persona si scontra con l’immagine ideale e piena di proiezioni che ci si era creata nel corso della conoscenza. Per questo motivo molti non mischiano relazioni virtuali e reali.

Internet e tutte le sue possibili funzioni, rappresenta un serbatoio di stimoli eccitanti, ma anche un contenitore dai confini labili ed indefiniti che permette ai soggetti di cambiare le normali regole nelle interazioni umane, di sperimentare non solo nuove emozioni, ma nuovi se stessi, che più si confanno ai propri intenti. Tutto questo è altamente rischioso in termini di dipendenza. La IAD (internet addiction) è rientrata a far parte delle categorie diagnostiche psichiatriche di recente. La sintomatologia è molto pesante e può interferire con la quotidianità della persona.
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